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Tetti
Fotovoltaici
Il Programma "Tetti fotovoltaici", è finalizzato alla
realizzazione nel periodo 2000-2002, di impianti fotovoltaici di potenza da 1
a 20 kWp, collegati alla rete elettrica di distribuzione in bassa tensione e
integrati nelle strutture edilizie poste sul territorio italiano. Il Programma
è organizzato in due sottoprogrammi: uno rivolto a soggetti pubblici e l'altro
indirizzato, attraverso Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, a
soggetti pubblici e privati. Entrambe le categorie di soggetti (titolari di
utenza elettrica e che intendono installare impianti fotovoltaici su strutture
edilizie sulle quali esercitano un diritto reale di godimento), possono
beneficiare per la realizzazione degli impianti di un contributo pubblico in
conto capitale pari al 75% del valore degli investimenti.
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Bando "Enti
Pubblici"
Per la prima parte del programma (20 miliardi di
lire), rivolto agli enti pubblici, sono state presentate 704 richieste di
finanziamento di cui 588 entro i termini di scadenza del bando. Molti dei
progetti presentati provengono da Regioni del sud Italia. In particolare i
Comuni di Catania, Roma e Foggia e le Province di Lucca, Avellino e Cosenza
hanno presentato il maggior numero di progetti.
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Comuni |
Progetti |
Potenza (kW) |
Investimenti (milioni lire) |
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Catania |
34 |
105 |
390 |
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Roma |
33 |
167 |
609 |
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Foggia |
18 |
310 |
1100 |
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Province |
Progetti |
Potenza (kW) |
Investimenti (milioni lire) |
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Lucca |
10 |
200 |
700 |
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Avellino |
10 |
200 |
700 |
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Cosenza |
10 |
198 |
693 |
Oltre il 60% delle richieste di finanziamento
riguarda le scuole, mentre il 18% è relativo a Comuni situati in aree naturali
protette. Una così alta partecipazione ha spinto la Direzione Iar ad avviare
un programma di divulgazione sulle rinnovabili nelle scuole, a partire dalle
amministrazioni locali partecipanti al programma. Scopo del programma "Il Sole
a Scuola" è di stimolare, parallelamente alla realizzazione degli impianti, la
creazione di percorsi didattici per gli studenti, accrescendo così la validità
dello stesso programma dal punto di vista educativo. Nell'iniziativa è stato
recentemente coinvolto il Ministero dell'istruzione, università e ricerca (Miur).
La risposta da parte degli Enti locali è stata
largamente superiore alla disponibilità di risorse: i 20 miliardi di Lire
hanno consentito soltanto il finanziamento dei primi 160 progetti. Per gli
oltre 360 progetti non finanziabili per esaurimento delle risorse il Ministero
dell'Ambiente e le Regioni hanno allocato nuove risorse cofinanziando i
progetti al 50%. I
progetti ammissibili a finanziamento (circa 300)
saranno realizzati a partire dalla seconda metà del 2002.
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Bandi
"Regionali"
I privati cittadini, le imprese e gli altri soggetti
pubblici potevano presentare domanda di contributo alle Regioni che finanziano
l'iniziativa con risorse proprie e risorse del Ministero dell'Ambiente (40
miliardi di Lire). Le risorse del Ministero dell'Ambiente sono state ripartite
tra le Regioni con un criterio basato sulla popolazione. Tutte le Regioni
hanno presentato un bando per l'assegnazione dei finanziamenti molti dei quali
sono già conclusi. Anche in questo caso, la risposta del mercato è stata
superiore a ogni più rosea aspettativa: mediamente le risorse richieste
eccedono di 5-10 volte le risorse disponibili.
Pubblicato il 24 luglio il decreto di riparto dei nuovi fondi che consentirà
il proseguimento del programma Tetti Fotovoltaici", tramite l'attivazione di
nuovi bandi regionali Questi saranno rivolti a privati, imprese ed enti
pubblici; saranno gestiti dalle regioni e finanziati dal Ministero
dell'ambiente e dalle stesse regioni.
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Fotovoltaico ad alta
valenza architettonica
Per stimolare anche in Italia la realizzazione di
impianti fotovoltaici realmente integrati negli edifici, è stato avviato il
Programma "Fotovoltaico ad alta valenza architettonica". Il Programma prevede
la realizzazione di impianti fotovoltaici integrati negli edifici ad alta
valenza architettonica, da realizzarsi presso amministrazioni pubbliche. Sono
stati impegnati per lo svolgimento del programma circa 1,6 milioni di € (3.110
milioni di Lire).
Il Programma è partito con la pubblicazione di un bando (G.U. n.79 del
04/04/2001) che ha selezionato tra i progetti pervenuti i migliori esempi di
alta qualità di inserimento del fotovoltaico in architettura. Il programma si
diversifica da quello dei "tetti fotovoltaici" perché in virtù del maggior
costo legato all'integrazione del fotovoltaico nelle strutture edilizie,
rispetto alle applicazioni retrofit, viene accordata una maggiore percentuale
di contributo pubblico (85%) e un maggior costo massimo del kWp installato (25
Ml lire/kWp).
"Le risorse impegnate nel 2001 e quelle in corso di definizione nel 2002
porteranno alla realizzazione entro il 2004 di circa 22 MW di impianti
fotovoltaici.
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Costi
Si è detto che per razionalizzazione energetica
s’intende quella operazione tecnologica che si ripromette l’obiettivo di
ottenere la stessa produzione di beni e servizi con il minor consumo di
energia, eventualmente a fronte di maggiori oneri d’altra natura. In generale,
infatti, il risparmio energetico non è un’operazione gratuita, ma può
comportare:
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una maggiore attenzione di esercizio;
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un maggior onere d’investimento; |
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una minore flessibilità d’impianto;
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una maggiore contaminazione ambientale.
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Un razionale atteggiamento in proposito sarà quello
di ricercare, per ciascun caso, il miglior compromesso fra il vantaggio
energetico e le suddette controindicazioni. La tematica in esame è
sostanzialmente diversa a seconda che sia volta all'ottimizzazione del consumo
di energia elettrica oppure termica: in generale può dirsi che è più difficile
ottenere un risparmio nel primo caso, rispetto al secondo. Molti
provvedimenti, vantaggiosi dal punto di vista energetico complessivo,
comportano un relativo maggiore dispendio di energia elettrica: basti pensare
alle pompe di calore e al teleriscaldamento, che sono tecniche nelle quali, a
fronte di un’economia di calore, insorge un nuovo consumo di energia elettrica
(o termica).
Il punto di partenza di ogni seria operazione di razionalizzazione energetico
è una rigorosa contabilità energetica, in sede sia di progettazione degli
interventi, che di verifica ad impianti realizzati o modificati. Per
dichiarare conveniente un intervento è necessario indicare su quale specifico
consumo agisca e verificare, a livello di sistema, tutte le sue conseguenze,
calcolandone attentamente l’importanza.
Il puro e semplice confronto fra i livelli di consumo riscontrati prima e dopo
l’intervento non è sufficiente a permettere la formulazione di giudizi
definitivi: infatti i consumi energetici complessivi dipendono da molti
fattori (come il carico di lavoro degli impianti, la distribuzione temporale
del fabbisogno energetico, le condizioni ambientali), la cui accidentale
variazione può, in alcuni, casi dare effetti più rilevanti di quelli
ascrivibili al provvedimento adottato.
Esistono molte possibilità di utilizzazione razionale dell’energia già a
partire dalla scelta della fonte cui attingere e dall’impianto di captazione e
conversione ritenuto più idoneo al caso specifico, senza prescindere
ovviamente dagli oneri economici relativi alle successive politiche di
intervento sugli impianti in attività, ad esempio di tipo manutentivo.
Nella pratica, non è scontata la corrispondenza tra beneficio energetico e
beneficio economico ed allora è da considerare che non si ritiene di interesse
un intervento che, pur realizzando un vantaggio energetico, non comporti anche
un ritorno economico. È proprio l’aspetto economico a costituire il più delle
volte un freno alla libera espansione sul mercato di sistemi energetici ad
alto rendimento e del tutto innovativi rispetto a quelli convenzionali.
La realizzazione di un intervento di uso razionale dell'energia comporta quasi
sempre un investimento economico, la cui convenienza deve essere
preventivamente valutata a fronte del “valore” del risparmio energetico
ottenibile; si tratta in sostanza di determinare quanto “costa” risparmiare
energia. Diverse tecniche di analisi permettono di ricavare indici di
efficienza economica legati alle diverse strategie di razionalizzazione
energetica, tra le quali il calcolo del costo dell’unità di combustibile
risparmiata, il calcolo del risparmio netto attualizzato e del tempo di
pay-back di un dato investimento. Nei vari settori degli usi finali
energetici, soprattutto in quelli civili, purtroppo, manca ancora un cultura
diffusa del risparmio energetico. Ciò implica costi energetici superiori a
quelli altrimenti ottenibili con un migliore utilizzo delle risorse. Ad
esempio, l’adozione delle
tecnologie di misurazione dei consumi e della qualità
della fornitura elettrica può fruttare risparmi del 20%-30%, cui vanno
aggiunti i risparmi ulteriori generati dalla riduzione dei guasti
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La più
recente categoria di applicazioni della tecnologia fotovoltaica è quella dei
sistemi integrati negli edifici. Il collegamento elettrico alla rete e
l’integrazione architettonica dei moduli fotovoltaici nelle strutture esterne
degli edifici (terrazze, tetti a falda, facciate, ecc.) rappresentano gli
elementi più importanti per l’inserimento dei sistemi fotovaltaici nel contesto
urbano. Da qualche anno, la sperimentazione condotta in alcuna applicazioni ha
portato alla realizzazione di progetti con ottimo impatto visivo e si è
dimostrato che il fotovoltaico è una tecnologia perfettamente integrabile
praticamente in ogni tipologia edilizia.
Le
applicazioni fotovoltaiche integrate nelle strutture edili, se non vengono
supportate finanziariamente, non possono trovare convenienza economica e quindi
possibilità di utilizzo laddove l'energia elettrica è già messa a disposizione
dalla rete di distribuzione. Risultano perciò necessari interventi pubblici che,
riconosciutone il valore sociale, incentivino l’adozione ditali sistemi.
I sistemi
fotovoìtaici godono dal punto di vista architettonico di una serie di
prerogative che li rendono unici per la applicazione architettonica in ambiente
urbano. Gli interventi di integrazione architettonica più comuni, si distinguono
per il tipo di superficie dell'edificio utilizzata per l'impianto (tetto piano,
facciata e tetto a falda); nonché per il particolare tipo di utilizzo
(lucernario, frangisole, skylight, ecc.). In particolare; notevoli sforzi sono
attualmente dedicati allo sviluppo di una vera e propria "tegola fotovoltaica".
La
caratteristica di modularità di sistemi fotovoltaici consente, inoltre, altri
utilizzi, che rientrano sotto la categoria dell'arredo urbano: coperture per
parcheggi, barriere antirumore, pensiline per percorsi pedonali o per le
stazioni degli autobus e dei treni; alimentazione di parchimetri e impianti di
illuminazione.
Non bisogna
poi dimenticare la valenza estetica del fotovoltaico: la cella di silicio ha un
aspetto gradevole e di particolare effetto, che la rende un materiale
interessante per l'architettura contemporanea. È possibile utilizzare celle di
diverso colore, adattandole ai diversi contesti in cui esse vengono inserite.
Anche in
considerazione dei vantaggi ambientali del fotovoltaico, si vanno diffondendo
interventi pubblici di sostegno alla diffusione di questa tecnologia. In Italia,
le principali novità che riguardano il fotovoltaico sono la defiscalizzazione
degli interventi in edilizia ed il programma dei 10.000 tetti fotovoltaici.
Per gli
incentivi di defiscalizzazione sugli interventi in edilizia la Legge 449/97
prevede, in caso di ricorso alle fonti rinnovabili ed al risparmio energetico in
edilizia, la possibilità di ottenere consistenti sgravi fiscali, con una
riduzione dell'imponibile per il 41% in due anni sui costi documentabili.
Il
programma dei 10.000 tetti fotovoltaici invece, è dedicato interamente alla
tecnologia fotovoltaica. Prevede la realizzazione in cinque anni di l0.000
impianti integrati negli edifici (tetti, facciate, ecc.) per una potenza
complessiva installata di 50 MW. Gli impianti FV ammessi all'iniziativa devono
essere di potenza inferiore ai 50 kW e connessi alla rete elettrica. Per questo
progetto gli incentivi sono in corso di definizione.
Inoltre, la
legge 10/91 prevede contributi governativi, sul costo di installazione dei
sistemi FV, che possono raggiungere l’80%
Arch. Luca
Campaiola.
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Importanza dell’Energy Management
L’energia deve essere gestita in modo consapevole e con criteri
tecnico-scientifici rigorosi, affinché possa portare a miglioramenti
significativi dal punto di vista economico ed ambientale. La legge 10/91,
attuativa del Piano Energetico Nazionale, per la prima volta ha istituito la
figura del Tecnico responsabile per la conservazione e la gestione
dell’energia (o Energy Manager), di fondamentale importanza per la corretta
gestione del settore energetico di complessi industriali o terziari, pubblici
o privati, che hanno consumi annui di entità rilevante. Le funzioni che l’Energy
Manager deve ricoprire vengono definite nell’art. 19 della legge 10/91 e sono
qui di seguito riportate sinteticamente: |
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individuazione delle azioni, degli interventi, delle
procedure e di quanto altro necessario per promuovere l’uso razionale
dell’energia; |
 |
predisposizione dei bilanci energetici in funzione
anche dei parametri economici e degli usi finali; |
 |
predisposizione dei dati energetici eventualmente
richiesti dal Ministero dell’Industria ai soggetti beneficiari dei contributi
previsti |
 |
dalla legge stessa. |
Come si è detto, la valutazione della convenienza di
realizzare o meno qualsiasi intervento di risanamento energetico, deve essere
fatta applicando un metodo scientifico, valutando tutti i fattori
tecnico-economici che entrano in gioco nel bilancio energetico di ciascun
impianto.
Da un punto di vista legislativo
la voce uso razionale dell’energia si può considerare come una vera e propria
fonte energetica. Le norme in materia fanno riferimento principalmente alle
leggi N. 9 del 9 gennaio 1991 e N. 10 sempre del 9 gennaio 1991.
La legge N. 9 è cosi’ intitolata: “Norme per l’attuazione del nuovo piano
energetico nazionale: aspetti istituzionali, centrali idroelettriche ed
elettrodotti, idrocarburi e geotermia, autoproduzione e disposizioni fiscali”.
Gli aspetti più rimarchevoli della legge sono espressi dagli Art. 20, 22, 23, 29
e 31. Tra essi, ad esempio, l’Art. 31 istituisce il marchio “Risparmio
Energetico” per gli apparecchi domestici e per i sistemi di illuminazione ad
alto rendimento. La legge N. 10 è cosi’ intitolata: “Norme per l’attuazione del
piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di
risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia”. L’Art. 1
definisce finalità e ambito di applicazione della legge, favorendo e
incentivando:
- L’uso razionale dell’energia.
- Il contenimento dei consumi di
energia nella produzione e nell’utilizzo di manufatti.
- L’utilizzazione delle fonti
rinnovabili di energia.
edilizio e sugli impianti.
- La riduzione dei consumi
specifici di energia nei processi produttivi.
- La sostituzione degli impianti
nei settori a più elevata intensità energetica.
Ai fini della citata legge sono
considerate fonti rinnovabili di energia o assimilate le seguenti:
 | Sole. |
 | Vento. |
 | Energia idraulica.
|
 | Risorse geotermiche.
|
 | Maree e moto ondoso.
|
 | Trasformazione di rifiuti
organici, inorganici e vegetali. |
Sono considerate, inoltre, fonti
di energia assimilate alle rinnovabili le seguenti:
 | La cogenerazione, intesa come
produzione combinata di energia elettrica o meccanica e calore.
|
 | Il calore recuperabile dai fumi
di scarico, impianti termici, elettrici e da processi industriali.
|
- I risparmi di energia
conseguibili nella climatizzazione e nell’illuminazione degli edifici con
interventi sull’involucro edilizio e sugli impianti.
In un certo senso, dunque, l’uso razionale dell’energia può essere considerato
come una vera e propria fonte energetica La riduzione dei consumi specifici di
energia nei processi produttivi.
- La sostituzione degli impianti
nei settori a più elevata intensità energetica.
Ai fini della citata legge sono
considerate fonti rinnovabili di energia o assimilate le seguenti:
 | Sole. |
 | Vento. |
 | Energia idraulica.
|
 | Risorse geotermiche.
|
 | Maree e moto ondoso.
|
 | Trasformazione di rifiuti
organici, inorganici e vegetali. |
Sono considerate, inoltre, fonti
di energia assimilate alle rinnovabili le seguenti:
 | La cogenerazione, intesa come
produzione combinata di energia elettrica o meccanica e calore.
|
 | Il calore recuperabile dai fumi
di scarico, impianti termici, elettrici e da processi industriali.
|
 | I risparmi di energia
conseguibili nella climatizzazione e nell’illuminazione degli edifici con
interventi sull’involucro |
In un certo
senso, dunque, l’uso razionale dell’energia può essere considerato come una vera
e propria fonte energetica rinnovabile.
L'uso razionale dell'energia può
essere definito come quella operazione tecnologica con la quale si intende
conseguire l’obiettivo di realizzare gli stessi prodotti o servizi (in quantità
e qualità) con un minor consumo di energia primaria ed eventualmente con un
maggior impegno di risorse d’altro tipo (capitale, lavoro, materiali, ecc.).
Questa definizione distingue l'uso razionale dell'energia dal sacrificio
energetico, che è invece un’operazione economico-sociale con la quale si intende
incentivare gli utenti (con la propaganda, con le tariffe, con il razionamento)
a modificare le loro abitudini di consumo nel senso di soddisfare i propri
bisogni finali con modalità che comportino minori consumi di energia primaria.
In questo caso quindi il servizio offerto è di qualità diversa.
Si configura dunque un’operazione di riallocazione delle risorse volte ad
ottenere una data finalità. Qualunque progetto ingegneristico è concettualmente
riconducibile a questo luogo decisionale, in cui le varie soluzioni offerte
dalla tecnologia si incontrano per confrontarsi fra loro, in termini di rese, di
rendimenti e di costi specifici.
E’ lasciato all’esperienza del progettista dare alle varie realizzazioni un
assetto tale che per ciascuna di esse si abbia un dato consumo di energia ed un
correlato consumo di strutture, consumi che si tradurranno poi, nei conti
economici, in costi-energia e costi-capitale. Risparmiare energia comporterà, a
parità di condizioni economiche, un maggiore costo capitale e viceversa. Per
ogni situazione economica esisterà un rapporto ottimale fra questi due costi che
darà luogo al conseguimento dello stesso risultato col minor onere monetario: in
tempi di elevati costi dell’energia si cercherà di razionalizzare il consumo di
energia e si abbonderà in oneri capitale e viceversa in tempi di energia a buon
mercato rispetto al costo dei manufatti e del capitale. Queste considerazioni
impongono al progettista un lavoro di analisi che può risultare delicato perché
privo dell’assistenza e della guida di un’esperienza precedente. Questa,
infatti, può non essere disponibile in quanto la variazione dei prezzi
dell’energia può avvenire in maniera troppo rapida perché i vari adeguamenti
tecnologici possano ricevere il confronto e la conferma da parte dei risultati
ottenuti. E’ quindi importante una diffusione delle conoscenze energetiche
affinché le varie soluzioni di razionalizzazione dei consumi energetici
proponibili in proposito possano essere esaminate dai tecnici. Nel diagramma che
segue, sono indicati i principali passi logici che portano da un uso razionale
dell'energia visto come opportunità all’intervento, che permette di conseguire
in termini effettivi tale risparmio.

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