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UN FUTURO...

Una visione (Im)parziale del nostro futuro
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 Un futuro senza carbone e petrolio

Il WWF lancia la sfida al settore europeo dell'energia con Power switch, un progetto per promuovere l'energia pulita e rinnovabile. In Italia impegni troppo modesti, mentre in Europa si potrebbe produrre energia senza petrolio entro il 2020. Tagliare del 50% i livelli attuali di inquinamento da anidride carbonica (CO2 ) uno dei gas maggiormente responsabili dell'effetto serra, e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili già dal 2020 si può.

Lo dimostra un Rapporto, curato dal WWF e lanciato oggi, che inaugura la Campagna internazionale Power Switch! - Cambiamo l'energia - che ha come obbiettivo il passaggio dai combustibili fossili a fonti pulite nella produzione di energia elettrica, un progetto che intende promuovere un settore dell'energia "amica del clima". Il documento del WWF, Low Carbon Electricity System, descrive come sia possibile una sostanziale riduzione di emissioni di CO2 attraverso l'incremento dell'uso di fonti di energia rinnovabili capaci di coprire fino al 50% del fabbisogno energetico totale.

Le emissioni prodotte dall'uso di combustibili fossili come il carbone, il petrolio e i gas si concentrano nell'atmosfera, circondano il pianeta e intrappolano il calore, causando il conseguente innalzamento della temperatura. Il settore della produzione di energia, responsabile del 37% delle emissioni globali di CO2 (la maggiore fonte singola di emissione), ha un ruolo cruciale per incrementare il taglio alle emissioni di CO2 nell'arco di prossimi 20 anni in modo da fermare l'innalzamento della temperatura globale che tende a raggiungere la pericolosa soglia di incremento di 2 gradi centigradi.

Ma il Governo italiano vuole abolire la carbon tax e rilanciare il carbone.

L'Italia in forte ritardo nel campo delle energie rinnovabili Il Rapporto del WWF mostra che, con programmi efficaci per ridurre la domanda energetica e per promuovere investimenti nel campo dell'energia rinnovabile, la UE potrebbe raggiungere l'obiettivo di produrre energia senza carbone e petrolio già dal 2020. Le grandi compagnie energetiche sono le prime candidate nella guida del pianeta lungo questa strada. In Germania, ad esempio, entro breve il 50% delle vecchie centrali energetiche dovranno essere sostituite: ci si chiede se queste nuove centrali dovranno usare ancora il carbone o nuove fonti di energia rinnovabile e pulita. La più grande sfida per chi è chiamato a pianificare le politiche energetiche dei singoli paesi sarà quella di progettare e stimolare un mercato efficace e applicare i programmi di efficienza energetica e di tecnologie realmente pulite e rinnovabili (eolico, biomasse sostenibili, solare).

Per raggiungere gli obiettivi della sfida lanciata dal WWF sono necessari cambiamenti sostanziali nelle politiche energetiche, nel sistema fiscale legato all'energia e nel sistema di incentivi. Questi cambiamenti assicurano inoltre il raggiungimento degli obbiettivi posti dal Protocollo di Kyoto mettendo l'Europa sulla strada dei tagli sostanziali che saranno necessari in futuro. La temperatura globale si è già innalzata di 0,6 gradi centigradi durante il secolo scorso, provocando l'alterazione di numerosi ecosistemi e diversi impatti sulla popolazione. Secondo l'IPCC (il panel di scienziati ed esperti coordinato dall'Onu) l'ulteriore incremento di 2 gradi centigradi provocherebbe l'aumento di alluvioni, di siccità, l'allargamento di epidemie, danni alle barriere coralline e lo scioglimento dei ghiacciai con conseguenze devastanti

 

 

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Aggiornato il: 18 gennaio 2004