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Geotermico

Una visione (Im)parziale del nostro futuro
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ENERGIA GEOTERMICA

 

L’energia geotermica è la forma di energia dovuta al calore della Terra; le manifestazioni più evidenti dell’energia geotermica sono i fenomeni vulcanici, le sorgenti termali,soffioni,geyser. Il calore immagazzinato nella crosta terrestre e che fluisce verso l’esterno con l’ausilio di fluidi vettori come l’acqua e vapore, proviene dal mantello e dal nucleo del pianeta. La temperatura all’interno del nostro pianeta, aumenta con la profondità secondo un gradiente geotermico di 3°C ogni 100 metri.  

 

Il calore terrestre è prevalentemente d’origine radiogenica cioè deriva principalmente dal decadimento degli isotopi radioattivi presenti nel mantello ( torio 232, l’uranio 238 ). In media il calore terrestre calcolato è pari a 0,06 W/m, quindi per tutta la superficie terrestre si arriva a valori di 30.000 miliardi di watt; questa energia termica costituisce il flusso termico e viene espressa in HFN ( Heat Flow Unit ) ed è equivalente ad una microcaloria per centimetro quadrato al secondo.

 

 

STORIA

 

Le prime applicazioni della geotermia si sono avute proprio nel nostro paese ed in particolare a Larderello ( Toscana ) dove esistevano evidenti manifestazioni geotermiche; infatti già nel 1827 il calore veniva usato, al posto della legna, per l’evaporazione dell’acqua da cui estrarre l’acido borico. Nel 1904 nasce la geotermoelettricità, vennero accese delle lampade tramite una dinamo azionata da un soffione, dagli anni Venti, proprio da Larderello, si estende in tutto il mondo l’interesse per la geotermia. Dagli anni settanta viene dato un notevole impulso all’esplorazione in tutte le aree italiane, cosa che porta alla individuazione di diverse aree geotermiche.  

Diversi sono i progetti realizzati per l’utilizzo dei fluidi geotermici per il teleriscaldamento i più significativi sono quello di Ferrara ( 12 MWt ), quello di Larderello ( 24,1 MWt ).

Per quel che concerne la geotermia dei fluidi ad alta entalpia utilizzata per la produzione di energia elettrica, ricordiamo l’impianto di Larderello con 547 MWe installati e l’impianto del Monte Amiata con 108 MWe.

 

FUNZIONAMENTO DI UNA CENTRALE TERMOELETTRICA

   

Lo sfruttamento dell’energia geotermica consiste nell’utilizzazione del calore contenuto nelle rocce del nostro pianeta piuttosto vicine alla superficie terrestre, dove arriva propagandosi dalle zone più profonde della Terra. Per giungere in superficie il calore ha bisogno di un vettore fluido ( acqua o vapore ), naturale o iniettato, che deve poter fluire in gran quantità in rocce porose e permeabili ( rocce serbatoio), queste a loro volta devono essere protette da rocce impermeabili che impediscano o limitino la dispersione dei fluidi e del calore.

 

Per garantire la rinnovabilità del sistema geotermico, in pratica sostituire il fluido sottratto dall’utilizzazione, è necessaria l’esistenza di una zona di alimentazione esterna, il fluido in questo caso, proviene prevalentemente da acqua meteorica. In altri casi è necessario ricaricare artificialmente mediante la reiniezione. In un sistema geotermico, l’acqua penetra nel sottosuolo attraverso rocce permeabili formando delle falde sotterranee e, per effetto del calore trasmesso dalle rocce da una fonte, quale una massa magmatica, si scalda fino a raggiungere temperature di alcune centinaia di gradi; il fluido ( acqua o vapore ) in queste condizioni risale lungo faglie o fratture dando luogo alle manifestazioni geotermiche.

La risalita può anche essere indotta artificialmente tramite una perforazione meccanica ( pozzo geotermico), il fluido così captato, dopo alcuni trattamenti, risale attraverso i vapordotti e raggiunge le turbine a vapore dove l’energia del vapore viene trasformata in energia meccanica e quindi in energia elettrica. Il vapore viene convogliato nel condensatore, dove viene convertito in acqua ad elevata temperatura. L’acqua calda così ottenuta passa nella torre di raffreddamento dove viene raffreddata e iniettata nel sottosuolo.   

 I fenomeni vulcanici e i terremoti mettono in gioco enormi quantità di energia che però non può essere utilizzata praticamente. L’irregolarità e la violenza dei fenomeni non consentono infatti di trasformare questa energia in altre forme. E’ possibile invece utilizzare l’ incremento di temperatura della crosta terrestre con il crescere della profondità: una riserva di calore virtualmente infinita. A causa dei costi troppo elevati non è possibile praticare dei fori sufficientemente profondi per raggiungere punti con temperatura superiore a quella di ebollizione dell’acqua per iniettare in essi acqua che si trasformi in vapore sotto pressione, a sua volta in grado di muovere turbine.

 

ELEMENTI DI UNA CENTRALE GEOTERMICA

 

Una centrale geotermica è composta in genere da: area geotermica ( dove è stata rilevata la presenza di fluidi geotermici) e pozzo di estrazione (con profondità variabile da 60 a 3000 metri ) dal quale si estrae il vapore; vapordotti, tubi in acciaio al carbonio coibentati, lunghi al massimo qualche chilometro che portano il vapore alla centrale. I tubi vengono costruiti a zig-zag perché il vapore, che può arrivare a 250 °C, ne può provocare la dilatazione; turbine a vapore, trasformano l’energia del vapore in energia meccanica, e quindi in elettrica; condensatore, converte il vapore d’acqua in acqua ad alta temperatura; torre di raffreddamento, serve a raffreddare l’acqua proveniente dal condensatore, è costruita in cemento ed è alta fino a 100 metri; pozzi di reiniezione, i fluidi estratti sono iniettati di nuovo nel sottosuolo per prevenire eventuali dissesti idrogeologici e per non impoverire i giacimenti geotermici.

 

CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI

 

Con riferimento ai fluidi erogati in superficie i sistemi geotermici si dividono in diverse classi:

1)     Sistemi a vapore secco “ a vapore dominante”: costituiti soprattutto da vapore secco che si trova a pressione e temperature elevate. Il vapore viene convogliato direttamente nelle turbine per la produzione di energia elettrica. Nel mondo sono noti pochi impianti che utilizzano tale sistema: Italia ( Larderello ),California ( The Geysers).

2)     Sistemi a vapore umido o “ ad acqua dominante”:costituito da acqua a temperatura superiore al suo punto di ebollizione ( 180-370 °C ) e ad alta pressione,nel momento in cui viene ridotta la pressione nella colonna del pozzo, l’acqua vaporizza ed arriva in superficie sotto forma di una miscela composta di acqua e vapore.

3)     Sistemi ad acqua calda: contengono acqua a temperatura inferiore a 100 °C utilizzabile soprattutto per usi diretti ( riscaldamento delle abitazioni e delle serre ).

4)     Sistemi in rocce calde secche: nel serbatoio ( artificiale ) viene iniettata, tramite un pozzo, dell’acqua fredda che, una volta scaldatasi grazie all’elevato calore delle rocce, è fatta risalire in superficie per la sua utilizzazione.

5)     Sistemi magmatici: sono sistemi artificiali che mirano a sfruttare il calore diretto di un magma per riscaldare un fluido di lavoro. Sono al primo stato di sperimentazione.

6)     Sistemi geopressurizzati: l’acqua, a temperatura elevata ( 200 °C ),  si trova imprigionata in serbatoi sottoposti ad una pressione superiore a quella idrostatica. Ancora non si è provveduto ad uno sfruttamento di tali sistemi. 

 

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Aggiornato il: 23 gennaio 2004