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Idroelettrica

Una visione (Im)parziale del nostro futuro
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ENERGIA IDROELETTRICA

Nell’ambito dell’utilizzazione razionale delle energie rinnovabili, lo sfruttamento dell’energia idraulica riveste sicuramente una grande importanza. Il motivo del rinnovato interesse registratosi verso tale fonte di energia negli ultimi anni sono molteplici: l’elevata energia specifica, la sua diffusione nel territorio, la comprovata tecnologia presente in tale settore. In particolare un più ampio e diffuso impiego della energia idraulica in piccola scala presenta molti vantaggi di natura sia tecnica ( affidabilità della fonte, rispetto dell’ecosistema, impatto ambientale ridottissimo, semplicità di costruzione e durata dell’impianto ) che economica ( investimento contenuto, costi di produzione e manutenzione bassa ).  

 

FUNZIONAMENTO DELLE CENTRALI IDROELETTRICHE

   

E’ la nostra stella a costituire il motore primario del ciclo dell’acqua: attraverso l’evaporazione degli oceani le molecole dell’acqua salgono nell’atmosfera, condensano nelle nubi e precipitano poi al suolo sotto forma di pioggia o di neve, andando a riempire i laghi montani, i fiumi o i bacini artificiali creati dall’uomo per la produzione dell’energia elettrica.   

Il funzionamento delle centrali idroelettriche è semplice: l’acqua cadendo da una certa altezza colpisce le pale di una turbina che mettono in moto l’alternatore, producendo così elettricità.  

Gli impianti, quindi, sfruttano l’energia potenziale meccanica contenuta in una portata di acqua che si trova disponibile ad una certa quota rispetto al livello in cui sono posizionate le turbine.  

Le centrali idroelettriche sono completamente automatizzate per cui non necessitano di personale di esercizio.

 

 

ELEMENTI DI UNA CENTRALE IDROELETTRICA

   

Una centrale è composta in genere da: un’opera di derivazione ( bacino ) ad alta quota che può essere sia artificiale, sia naturale. Il bacino è un’opera di sbarramento, cioè la diga, che serve per raccogliere l’acqua; condotte forzate, cioè tubi che partono dal bacino superiore e portano l’acqua alle turbine; valvola di intercettazione che gradua la quantità di acqua che arriva alle turbine e quindi la potenza dell’impianto; turbina idroelettrica costituita da pale che girando mettono in moto l’alternatore; bacino inferiore dove si raccoglie l’acqua proveniente dal bacino superiore.  

 

POTENZA DI UN IMPIANTO

   

La potenza di un impianto idraulico dipende da due termini: il salto cioè il dislivello esistente fra la quota a cui è disponibile la risorsa idrica svasata e il livello a cui la stessa viene restituita dopo il passaggio attraverso la turbina; la portata, cioè la massa d’acqua che fluisce attraverso la macchina, espressa per unità di tempo.  

 

  CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI

 

·        In base alla taglia di potenza nominale della centrale, gli impianti idraulici si suddividono in:

1.     MICRO IMPIANTI          p < 100 kw;

2.     MINI IMPIANTI               100 < p ( kw ) < 10000;

3.     PICCOLI IMPIANTI         1000 < p ( kw ) < 10000;

4.     GRANDI IMPIANTI          p > 10000 kw.

 

·        Gli impianti possono essere poi:

I.        Ad acqua fluente;

II        A bacino;

III       Di accumulo a mezzo pompaggio;

 

·        In funzione del salto gli impianti idraulici possono essere:

A)  A bassa caduta           h > 50 m;

B)  A media caduta           h = 50 - 250 m;

C)  Ad alta caduta             h = 250 – 1000 m;

D)  Ad altissima caduta     h > 1000 m.

 

 

·        Mentre in funzione della portata si parla di:

 a)   Piccola portata             Q > 10 m3/s;

 b)   Media portata               Q = 10 – 100 m3/s;

 c)   Grande portata               Q = 100 – 1000 m3/s;

 d)   Altissima portata           Q > 1000 m3/s.

 

 

 

 

 

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Aggiornato il: 19 gennaio 2004