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GLI INTERVENTI

Una visione (Im)parziale del nostro futuro
LA REALTA' GLOBALE DATI MONDIALI L'ENERGIA IN EUROPA GLI INTERVENTI IN ITALIA... UN FUTURO...

 

KYOTO

 

Le Politiche di intervento 

In occasione del Vertice sul Millennio, le nazioni si misero d’accordo sul fatto che entro il 2015 sarebbe stato necessario assumere delle iniziative adeguate per dimezzare le fila dei due miliardi di persone che non hanno accesso ai moderni servizi energetici, e raggiungere tale obiettivo rappresenta una delle priorità più importanti per il Vertice di Johannesburg.

Per far fronte alla prevista crescita della domanda di energia, che nei paesi in via di sviluppo sarà nell’ordine del 2,5 per cento all’anno, essi avranno bisogno di investimenti annuali pari a circa il 2-2,5 per cento del proprio PNL. Considerato che gli investimenti attuali nel comparto energetico ammontano a 290-430 miliardi di dollari annui, sarà di conseguenza necessario mobilitare investimenti enormi di provenienza nazionale ed estera.

Altre proposte collegate al settore dell’energia che verranno analizzate dal vertice comprendono sforzi per:

Raggiungere entro il 2012 un incremento pari a quattro volte i livelli attuali di efficienza energetica e di risorse, da parte dei paesi industrializzati.
Sviluppare e diffondere delle tecnologie relative alle fonti energetiche rinnovabili per accrescere la quota delle fonti rinnovabili nella produzione e nel consumo di energia.
Diversificare le fonti di approvvigionamento energetico sviluppando delle tecnologie più pulite e più efficienti rispetto ai combustibili fossili e incrementare entro il 2010 in tutti i paesi la quota delle fonti di energia rinnovabile di almeno il cinque per cento.
Incoraggiare l’impiego dei gas naturali, specialmente nelle aree urbane e in quelle industriali, ed eliminare la consuetudine di bruciare il gas.
Adottare delle politiche che diminuiscano le distorsioni esistenti nel settore dell’energia modificando le normative fiscali ed eliminando la dannosa pratica dei sussidi.
Promuovere la cooperazione fra le nazioni produttrici e quelle consumatrici di petrolio per ridurre le principali fluttuazioni e instabilità che si verificano sui mercati internazionali.
Assistere i paesi in via di sviluppo che dipendono in maniera consistente dai carburanti fossili nel diversificare le proprie economie.
Agevolare il trasporto di massa e migliorare l’efficienza dei sistemi di trasporto mediante veicoli e carburanti più ecologici.
Ratificare e mettere in pratica quanto disposto dal Protocollo di Kyoto alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico.

 

 

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Aggiornato il: 18 gennaio 2004