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Una visione (Im)parziale del nostro futuro
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In passato le risorse disponibili coprivano abbondantemente il fabbisogno energetico: si utilizzavano perciò con molta prodigalità, senza riguardo per l'efficienza ,legna e carbon fossile, le principali fonti per la produzione di energia. In un primo momento dello sviluppo, cioè quando i consumi energetici sono modesti la tendenza al massimo di investimento, caratteristica della moderna società industriale innesca una crescita economica di grande efficacia. Il problema del risparmio energetico si è imposto all'attenzione dei paesi sviluppati con la famosa crisi petrolifera del 1973, scaturita dalla guerra del Kippur fra Egitto e Israele, in seguito alla quale i produttori arabi di petrolio quadruplicarono il prezzo del greggio , portandolo a 12$ al barile (1 barile=160 litri)e ridussero del 5% la quota destinata mensilmente ai Paesi Europei e agli Stati Uniti, i maggiori importatori. L'improvvisa diminuzione della disponibilità di petrolio determinò gravi difficoltà per i governi di tutto il mondo ,che fino ad allora avevano considerato il petrolio una fonte inesauribile di energia, fondando su tale risorsa lo sviluppo economico dei loro paesi .Particolarmente colpiti dalla crisi furono il Giappone e l'Europa , che dipendevano quasi completamente dall'importazione e i paesi in via di sviluppo. Quando, verso la fine degli anni Ottanta, il fronte comune dei produttori arabi cominciò a rompersi e i prezzi del petrolio tornarono ad abbassarsi (in alcuni casi sotto i 10 $ al barile), altri seri motivi consigliarono di perseverare nel risparmio energetico :la grave situazione dell'inquinamento ambientale e soprattutto la minaccia del riscaldamento globale. |
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