Una visione (Im)parziale del nostro futuro

 

 

Stand Alone        isola di Ginostra

Impianti Isolati

Sono i sistemi non collegati alla rete elettrica e sono costituiti da moduli fotovoltaici, dal regolatore di carica e da un sistema di batterie che garantisce l’erogazione di corrente anche nelle ore di minore illuminazione o di buio. La corrente generata dal sistema FV è una corrente continua se l’utenza è costituita da apparecchiature che prevedono un’alimentazione in corrente continua. Se l’utenza è costituita da apparecchiature che prevedono un’alimentazione in corrente alternata è necessario anche un convertitore, l’inverter. Nei sistemi FV isolati dalla rete l’immagazzinamento di energia viene effettuato mediante accumulatori elettrochimici. Questi tipi di sistemi sono diffusi soprattutto nei paesi in via di sviluppo per utenze di carattere rurale che le utilizzano anche per il pompaggio dell’acqua. In Italia sono stati realizzati molti impianti FV di elettrificazione rurale e montana soprattutto nel sud, nelle isole e nell’arco alpino. Attualmente le applicazioni più diffuse servono ad alimentare:

      Apparecchiature per il pompaggio dell’acqua, soprattutto in agricoltura;

       Ripetitori radio, stazioni di rilevamento e trasmissioni dati (metereologici e sismici), apparecchi telefonici;

      Apparecchi di refrigerazione, specie per il trasporto medicinali;

       Sistemi di illuminazione;

       Segnaletica sulle strade, nei porti e negli aeroporti;

      Alimentazione dei servizi nei camper

      Impianti pubblicitari

    Regolatore di carica

Il regolatore di carica è un apparecchio elettronico che regola la ricarica e la scarica degli accumulatori per evitarne il danneggiamento, esso è uno dei componenti più importanti di un impianto di un impianto stand alone in quanto provvede alla gestione della carica e della scarica delle batterie aprendo il generatore FV in caso di batterie cariche e escludendo il carico in caso di batterie scariche. Per gli accumulatori al piombo-acido, infatti, è necessario effettuare la carica in modo da non superare in alcun caso la tensione 2,4 volt/elemento, evitando lo sviluppo di gas. Alcuni tipi di regolatori hanno la possibilità di settare il tipo di batteria (al gel, elettroliti liquidi). Il buon funzionamento dell’intero impianto dipende dal corretto funzionamento del RC. Il collegamento degli accumulatori dell’impianto FV non richiede particolari accorgimenti tecnici in quanto entrambi lavorano in corrente continua. Il sistema di controllo della carica può essere realizzato con dispositivi che parzializzano la corrente fornita dalla batteria (on-off totale o a gradini ) oppure con dispositivi elettronici che modulano la corrente di carica al variare della tensione della batteria (chopper serie o parallelo). In sistemi semplici il regolatore di carica viene omesso, conservandosi solo il diodo di blocco che impedisce la scarica notturna dell’accumulatore sul campo FV inattivo.

 

 

 

 

 

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Aggiornato il: 19 gennaio 2004