Il telegrafo, inventato nel 1837 da Morse, fu una delle prime
e più importanti applicazioni dell’'elettricità per la trasmissione di segnali a distanza.
E’' costituito da una stazione trasmittente, da una linea di trasmissione e da una stazione
ricevente. La funzione delle due stazioni è ovviamente intercambiabile e pertanto in entrambe
c’'è un tasto manipolatore e un apparecchio ricevente.
Il tasto è costituito da una leva girevole attorno al fulcro; quando viene pigiato si crea un
contatto tra un polo della pila e la linea (realizzata in ferro zincato) mentre, quando viene
abbandonato, una molla lo mette in contatto con il ricevitore.
Il ricevitore è costituito da un’'elettrocalamita, al disopra della quale c’'è un’'ancora di
ferro dolce che fa parte di una leva girevole, il cui movimento è regolato da una molla antagonista.
Al passaggio della corrente, l’'elettrocalamita fa abbassare l’'ancora; in conseguenza di ciò,
l’'estremo della leva si innalza e spinge la striscia di carta la quale, trascinata da un movimento
ad orologeria, si svolge da una ruota per avvolgersi in un’'altra, passando vicino ad una punta
bagnata d’'inchiostro. Con questo meccanismo, sulla striscia di carta vengono tracciati punti
e linee, la cui lunghezza è regolata dalla durata del contatto. I segnali così ottenuti possono
essere successivamente tradotti con un’'apposita convenzione che fa corrispondere i segni con
l’'alfabeto. Con il telegrafo Morse era possibile trasmettere in un'ora circa 500 parole,
e trasmettere più dispacci simultaneamente sulla stessa linea. Lo strumento rinvenuto,
acquistato prima del 1885, è stato restaurato e reso funzionante, con la sostituzione di una
delle ruote di avvolgimento della carta che era mancante.
INVENTARIO FCT 072; FCT 073 |