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L'annerimento di lastre fotografiche fu il primo effetto osservato di
radiazioni nucleari (Becquerel,
1896).
Ancor oggi per la rivelazione di
tracce di particelle singole vengono utilizzate particolari emulsioni
fotografiche arricchite di bromuro di argento. Quest'ultimo viene impiantato
all'interno delle emulsioni, costituite da particolari sostanze gelatinose, in
camere oscure e in strette condizioni di temperatura e umidità fino ad ottenere
delle lastre.
Per ottenere un tracciamento completo varie lastre possono essere assemblate in
configurazioni a sandwich; ad
esempio nell'esperimento CHORUS al Cern sono stati utilizzati rivelatori
costituiti da 30 lastre fino
a costituire una pila di circa 300 kg, che viene esposta per periodi di circa
150 giorni per la rivelazione dei neutrini.
Dopo il periodo di esposizione le pile vengono aperte e le varie lastre sono
trattate e sviluppate chimicamente.
Lo sviluppo fotografico trasforma i cristalli eccitati dal passaggio della
particella in sfere di argento metallico, con un diametro minore del m,
e rimuove il bromuro di argento non ionizzato.
I grani di argento, non visibili ad occhio nudo, sono pienamente riflettenti e appaiono come minuscoli
punti
neri sullo sfondo bianco della luce trasmessa:

Può essere interessante osservare un grafico del range
di particelle in una emulsione nucleare:

Il percorso di una particella che attraversa una emulsione
fotografica è funzione dell'energia della particella e può essere trovato
nelle tavole che danno la relazione percorso-energia.
Di seguito sono dati alcuni grafici che
mostrano alcune tracce di particelle in una emulsione nucleare:
Rivelatori
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